Case passive, nZEB e case bio: spunti per l'anno che verrà

17.12.19

Le Direttive Europee impongono sempre più restrizioni, a livello di efficienza energetica, per chi costruisce una nuova casa o riqualifica un edificio esistente. Ciò, però, va visto in ottica positiva: sfruttare fonti energetiche alternative e rinnovabili va a tutto vantaggio dell’ambiente, e delle tue bollette. A tal proposito avrai sicuramente sentito parlare di case passive, edifici nZEB e abitazioni bio: che differenza c’è? Scopriamolo insieme e vediamo come la combinazione tra architettura sostenibile e innovazioni tecnologiche può davvero farti risparmiare.

Case a risparmio energetico
Prima di addentrarci nel “come” si realizza un edificio a risparmio energetico è bene fare una precisazione sulle diverse tipologie.

Edifici nZEB
Con la Direttiva Europea 2010/31/UE nota anche come EPBD – Energy Performance Building Directive, dal 1° gennaio 2021, chi costruisce un nuovo edificio privato o interviene con una riqualificazione importante su un immobile già esistente è obbligato a seguire specifici criteri energetici. Si parla in questo caso di “edifici a energia quasi zero” o nZEB (nearly Zero Energy Buildings).

Un edificio nZEB ha un’elevata capacità energetica, un bassissimo impatto ambientale e costi di gestione quasi nulli. Ciò è dovuto al fatto che, per alimentare gli impianti domestici, riscaldamento in primis, sfrutta energia proveniente da fonti rinnovabili.

Poiché l’Unione Europea ha lasciato ad ogni Stato membro il compito di fissare requisiti minimi di prestazione energetica, non esiste una definizione standard e univoca di cosa può essere considerato uno NZEB. Anche in Italia questi parametri possono cambiare da regione a regione.

Case passive
Diversamente dagli edifici a energia quasi zero, per progettare ottime case passive è necessario considerare quale elemento principale il comfort ambientale degli utenti, durante tutto il periodo dell’anno.

Come raggiungere il massimo comfort, sia in estate sia in inverno? Puntando prima di tutto su un involucro con cappotto termico e materiali isolanti che assicurino agli ambienti la possibilità di autoregolarsi in base alle condizioni climatiche esterne, senza necessariamente dover abbinare impianti a energia rinnovabile.

In questo caso diventa fondamentale operare bene durante la fase di progettazione iniziale dell’edificio, per individuare soluzioni architettoniche davvero efficienti e con emissioni ridotte.

Se a questi accorgimenti strutturali si aggiungono impianti per la produzione di energia da fonti alternative, è possibile fare un ulteriore salto di qualità e trasformare una casa passiva in una nZEB.

Case bio
In questo caso, invece, si guarda principalmente ai materiali di costruzione, che devono essere naturali ed ecologici, secondo i principi di bioedilizia e bioarchitettura.

Le case in legno prefabbricate, ad esempio, rientrano in questa categoria.

Anche in questo caso, se progetti bene l’edificio, puoi risparmiare sulle spese di costruzione e sui costi di gestione, come ad esempio le spese per il riscaldamento, senza per questo rinunciare alla sicurezza. Le migliori case bio sono a tutti gli effetti edifici antisismici e ignifughi, che permettono di proteggere la tua famiglia e assicurare ambienti confortevoli e accoglienti.

Ciò che accomuna tutte e tre queste tipologie di edificio è l’obiettivo finale: ridurre quanto più possibile l’utilizzo di energia proveniente da fonti fossili, per salvaguardare il Pianeta.

Che sia attraverso l’uso di materiali di costruzione naturali, grazie a particolari accorgimenti strutturali o con l’installazione di impianti di riscaldamento e raffrescamento innovativi, oggi hai tutti gli strumenti a disposizione per realizzare una casa a risparmio energetico e a basso impatto ambientale.

Vuoi sapere come trasformare la tua vecchia abitazione in un edificio nZEB o vuoi semplicemente ridurre i tuoi consumi energetici di casa? Contattaci e chiedi una consulenza personalizzata.

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