Migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione è una scelta strategica per ridurre le bollette e aumentare il comfort domestico. Nel 2026, il Conto Termico 3.0 rappresenta una delle opportunità più concrete per farlo: si tratta della versione aggiornata e potenziata dell’incentivo gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che sostiene la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con una dotazione annua di 900 milioni di euro.
In questo articolo vediamo come funziona il nuovo meccanismo, quali impianti si possono installare e come richiedere il rimborso.
Cos’è il Conto Termico 3.0 e come funziona?
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo a fondo perduto che copre fino al 65% delle spese ammissibili per la sostituzione di impianti di climatizzazione obsoleti. A differenza delle classiche detrazioni fiscali che si recuperano in 10 anni sulle tasse, questo meccanismo prevede un rimborso diretto tramite bonifico sul conto corrente.
Sotto i 15.000 euro
L’intero incentivo viene liquidato dal GSE in un’unica soluzione, solitamente entro due mesi dalla conclusione della pratica.
Sopra i 15.000 euro
Il rimborso viene suddiviso in rate annuali costanti (da 2 a 5 anni a seconda dell’intervento).
Quali interventi sono ammessi per i privati?
Il nuovo schema incentiva diverse soluzioni tecnologiche per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria:
- impianti solari termici: installazione di collettori solari per la produzione di acqua calda e l’integrazione al riscaldamento.
- pompe di calore elettriche: sostituzione totale o parziale del vecchio generatore con sistemi ad alta efficienza aria-acqua o aria-aria.
- sistemi ibridi o bivalenti: impianti composti da una pompa di calore integrata a una caldaia a condensazione di ultima generazione.
- scaldacqua a pompa di calore: sostituzione dei vecchi scaldabagni elettrici o a gas con modelli a pompa di calore dedicati all’acqua calda sanitaria.
Le novità del 2026: tariffe legate alle temperature di lavoro
Una delle novità più importanti del Conto Termico 3.0 riguarda il calcolo dell’incentivo per le pompe di calore, che ora si basa sui valori Ecodesign di efficienza media stagionale. Il contributo economico varia in base alla temperatura di mandata richiesta all’impianto:
- bassa temperatura (es. riscaldamento a pavimento): poiché la macchina lavora a temperature più basse ed è più efficiente, il GSE riconosce un incentivo più alto.
- media temperatura (es. termosifoni/radiatori): l’incentivo è leggermente inferiore rispetto alla bassa temperatura, ma resta comunque molto più alto rispetto al vecchio Conto Termico 2.0.
Il calcolo definitivo del bonus dipende poi dalla zona climatica in cui si trova l’immobile (ad esempio, Vignola e la provincia di Modena rientrano in Zona E).
Regole per l’accesso e cumulabilità
Per non perdere il diritto al rimborso, è fondamentale rispettare tempi e regole stringenti:
- scadenza dei 90 giorni: la richiesta va inoltrata sul Portaltermico 3.0 tassativamente entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- cumulabilità: il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altri bonus edilizi (come l’Ecobonus o il Bonus Casa) per lo stesso identico lavoro. È invece possibile combinare incentivi diversi per interventi diversi nello stesso immobile (es. Ecobonus per l’isolamento delle pareti e Conto Termico per la nuova pompa di calore).
L’importanza di una gestione professionale
La corretta predisposizione della documentazione tecnica, delle fatture e dei bonifici è l’elemento cruciale per garantire il buon esito della pratica ed evitare il rigetto da parte del GSE. Se stai progettando una ristrutturazione energetica, affidati a professionisti.
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