Installare una pompa di calore (per riscaldamento, ACS o raffrescamento) è una scelta ecologica e conveniente. Qui ti abbiamo spiegato come funzionano. Il costo iniziale spesso spaventa, ma nel 2025 è sostenuto da tre principali incentivi:
- ECOBONUS
È possibile detrarre il 50% delle spese per immobili ad uso principale e 36% per seconde case, da ripartire in 10 anni. Dal 2026, le aliquote diminuiranno: 36% per abitazione principale, 30% per seconde case. Il limite massimo è di 30.000 € per unità immobiliare e 1.760 € per kW installato. - Bonus ristrutturazioni
Consente la stessa detrazione del 50% (36% dopo il 2025) anche per l’installazione di una pompa di calore come parte di un intervento di manutenzione straordinaria. - Conto termico 2.0
Rimborsa fino al 65% della spesa tramite bonifico, per impianti efficienti e in sostituzione di apparecchi esistenti. Il rimborso può essere erogato su 2 anni in tranche
Altri vantaggi fiscali
IVA agevolata al 10%: si applica sulla manodopera e sulle opere, non sui beni.
Nessun permesso edilizio per installazioni residenziali (edilizia libera), ma serve fattura, dichiarazione di conformità e asseverazione tecnica (o scheda del produttore), oltre alla comunicazione ENEA .
Quando scegliere quale incentivo?
L’Ecobonus è adatto a chi sostituisce un impianto esistente con una pompa di calore ad alta efficienza.
Il Bonus Ristrutturazioni funziona meglio quando l’impianto è parte di lavori di rinnovamento più ampi.
Il Conto Termico è preferibile per un rimborso rapido e pratico, ma con meno documentazione.
Conclusione
Le pompe di calore sono fortemente incentivabili nel 2025. In tanti casi, è possibile ottenere da 50% fino al 65% di rimborso, con procedure snellite e materiali documentali più semplici.
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