SUPERBONUS 110%, LE IPOTESI SULLA PROROGA: COSA SAPPIAMO

Il superbonus 110% per i lavori di efficientamento energetico o le migliorie delle caratteristiche antisismiche negli edifici è stato prorogato al 2023. Il ministro Daniele Franco lo ha confermato nel documento che accompagna la Nota di aggiornamento al Def, dove nel capitolo relativo alla riprogrammazione degli obiettivi di finanza pubblica si legge: «Con la prossima Legge di Bilancio 2022-2024 (…) sarà previsto il prolungamento di diverse misure di rilievo economico e sociale, fra cui il Fondo di Garanzia per le Pmi e gli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi». A questo punto, non resta che attendere la prima bozza del disegno di Legge di Bilancio, questa volta con un orizzonte temporale più ampio (2022-2024) e poi la discussione in Parlamento prima di mandarla in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2021. Ma il plauso arrivato da tutte le forze politiche non lascia dubbi che la proroga sia cosa fatta.
Ancora da capire, però, quali saranno le modalità della proroga: se sarà, cioè, immediata (anche per via dei fondi stanziati dal Pnrr) o se invece si attenderà l’approvazione del Consiglio Ue, come era accaduto nella Legge di Bilancio 2021.
Ma per un superbonus prorogato, altri bonus casa stanno per arrivare al capolinea. Vediamo allora le prossime novità.

Come detto, cittadini e imprese avranno più tempo per programmare gli interventi. L’agevolazione, infatti, doveva scadere il prossimo 30 giugno 2022 per le persone fisiche e il 31 dicembre 2022 per i condomini. Proprio quest’estate l’iter burocratico per ottenere il Superbonus 110% è stato semplificato e la norma (articolo 34) prevede che gli interventi incentivati con il Superbonus costituiscano «manutenzione straordinaria» e quindi siano realizzabili «mediante comunicazione di inizio lavori asseverata». Una semplificazione da cui sono esclusi soltanto gli interventi che prevedano demolizione e ricostruzione. Insomma, basta presentare la sola Cila. La decadenza del beneficio fiscale avviene quindi solo come conseguenza per la mancata presentazione della Cila o nel caso gli interventi realizzati siano difformi da quanto dichiarato nella Cila stessa. Porta alla decadenza del beneficio anche l’assenza dell’attestazione degli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione, attestando che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967.

Se sul Superbonus l’idea ormai non ci sono più dubbi, resta da chiarire il destino degli altri bonus dedicati alla casa. L’elenco di incentivi fiscali spazia dalle detrazioni per le ristrutturazioni, al bonus idrico, dall’agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici all’ecobonus del 50 o del 65%. Fino al bonus facciate che prevede un credito di imposta sul 90% dell’importo lavori. Molte di queste agevolazioni sono state rinnovate negli anni. In attesa di sapere se sarà così anche questa volta, l’unica certezza è che il termine ufficiale è quello del 31 dicembre 2021, al quale è meglio attenersi per non rischiare di perdere il contributo.