Category: Novità

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L’ITALIA PASSA DAL 15ESIMO AL 13ESIMO POSTO NEL RECAI CHE CLASSIFICA 40 PAESI IN BASE ALL’ATTRATTIVITÀ DI INVESTIMENTI E OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO NEL SETTORE DELLE ENERGIE RINNOVABILI

La 58esma edizione del report EY Renewable Energy Country Attractiveness Index (Recai) evidenzia che, nonostante la crisi pandemica, a livello mondiale lo scorso anno gli investimenti in capacità di energia rinnovabile sono cresciuti del 2% mentre le installazioni di capacità rinnovabili sono aumentate del 45% rispetto al 2019, segnalando il tasso di crescita più veloce negli ultimi vent’anni.

L’Italia passa dal 15esimo al 13esimo posto nel Recai che classifica 40 Paesi in base allL’Italia passa dal 15esimo al 13esimo posto nel Recai che classifica 40 Paesi in base all’attrattività di investimenti e opportunità di sviluppo nel settore delle energie rinnovabili. Scala dunque due posizioni in classica in meno di sei mesi, consolidando il proprio impegno nella transizione energetica.

“Siamo di fronte a un momento cruciale per accelerare la transizione energetica del Paese” commenta Giacomo Chiavari, EY Europe West Strategy and Transaction Energy Leader “grazie alle risorse del PNRR per il settore green. Ma per farlo è necessario consolidare e abilitare i driver di breve e lungo periodo in grado di incrementare lo sviluppo di energia prodotta a partire da fonti rinnovabili”.

Esistono due principali fattori di mercato e di medio periodo che assumono ruoli di rilievo nel mix energetico nazionale. In primo luogo, in termini di capacità produttiva l’Italia si è posta dei target energetici ambiziosi, nonostante gli effetti della pandemia, puntando a raggiungere l’obiettivo di circa 95 GW di capacità installata al 2030, rispetto ai 55 GW di capacità installata finora.

Un altro importante sistema di incentivo sul lungo periodo è dato dalle risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a supporto delle rinnovabili: 4 miliardi di euro per l’incremento di capacità di RES (Renewable Energy Sources) e 1,9 milioni di euro per la produzione di biometano. A questo si sommano 3,6 miliardi di euro a supporto della produzione di idrogeno verde: la strategia nazionale Idrogeno prevede infatti l’installazione entro il 2030 di 5GW di elettrolizzatori e di coprire il 2% dei consumi finali di energia del nostro Paese con idrogeno verde, che rappresenta una leva fondamentale per contribuire a soddisfare gli obiettivi di zero emissioni. Nonostante la grande abbondanza universale di questo gas, per decenni le difficoltà principali risultavano nell’impiegare adeguati processi tecnologici per produrre idrogeno verde, dunque a basso impatto ambientale, con prezzi contenuti.

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SUPERBONUS 110%, LE IPOTESI SULLA PROROGA: COSA SAPPIAMO

Il superbonus 110% per i lavori di efficientamento energetico o le migliorie delle caratteristiche antisismiche negli edifici è stato prorogato al 2023. Il ministro Daniele Franco lo ha confermato nel documento che accompagna la Nota di aggiornamento al Def, dove nel capitolo relativo alla riprogrammazione degli obiettivi di finanza pubblica si legge: «Con la prossima Legge di Bilancio 2022-2024 (…) sarà previsto il prolungamento di diverse misure di rilievo economico e sociale, fra cui il Fondo di Garanzia per le Pmi e gli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi». A questo punto, non resta che attendere la prima bozza del disegno di Legge di Bilancio, questa volta con un orizzonte temporale più ampio (2022-2024) e poi la discussione in Parlamento prima di mandarla in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2021. Ma il plauso arrivato da tutte le forze politiche non lascia dubbi che la proroga sia cosa fatta.
Ancora da capire, però, quali saranno le modalità della proroga: se sarà, cioè, immediata (anche per via dei fondi stanziati dal Pnrr) o se invece si attenderà l’approvazione del Consiglio Ue, come era accaduto nella Legge di Bilancio 2021.
Ma per un superbonus prorogato, altri bonus casa stanno per arrivare al capolinea. Vediamo allora le prossime novità.

Come detto, cittadini e imprese avranno più tempo per programmare gli interventi. L’agevolazione, infatti, doveva scadere il prossimo 30 giugno 2022 per le persone fisiche e il 31 dicembre 2022 per i condomini. Proprio quest’estate l’iter burocratico per ottenere il Superbonus 110% è stato semplificato e la norma (articolo 34) prevede che gli interventi incentivati con il Superbonus costituiscano «manutenzione straordinaria» e quindi siano realizzabili «mediante comunicazione di inizio lavori asseverata». Una semplificazione da cui sono esclusi soltanto gli interventi che prevedano demolizione e ricostruzione. Insomma, basta presentare la sola Cila. La decadenza del beneficio fiscale avviene quindi solo come conseguenza per la mancata presentazione della Cila o nel caso gli interventi realizzati siano difformi da quanto dichiarato nella Cila stessa. Porta alla decadenza del beneficio anche l’assenza dell’attestazione degli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione, attestando che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967.

Se sul Superbonus l’idea ormai non ci sono più dubbi, resta da chiarire il destino degli altri bonus dedicati alla casa. L’elenco di incentivi fiscali spazia dalle detrazioni per le ristrutturazioni, al bonus idrico, dall’agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici all’ecobonus del 50 o del 65%. Fino al bonus facciate che prevede un credito di imposta sul 90% dell’importo lavori. Molte di queste agevolazioni sono state rinnovate negli anni. In attesa di sapere se sarà così anche questa volta, l’unica certezza è che il termine ufficiale è quello del 31 dicembre 2021, al quale è meglio attenersi per non rischiare di perdere il contributo.

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LIMITARE IL RISCALDAMENTO GLOBALE A +1,5° È POSSIBILE

IL NUOVO RAPPORTO IPCC SULLA SCIENZA DEL CLIMA

Un nuovo rapporto sulla scienza del clima globale, pubblicato il 9 agosto dall’IPCC (Panel scientifico dell’ONU sul cambiamento climatico), ci mette davanti alla scelta di perseguire seriamente l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, definendo in modo molto dettagliato il futuro spaventoso che avremo se oggi faremo le scelte sbagliate.

I TERRIBILI IMPATTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SONO DAVANTI AI NOSTRI OCCHI

Con il riscaldamento globale che ha raggiunto 1,1°C, il mondo sta già vedendo più chiaramente che mai le conseguenze devastanti di un’azione climatica ritardata: dagli incendi in Turchia alle inondazioni in Europa e Cina, dalle ondate di calore in Nord America alla siccità devastante in Madagascar. I progressi della scienza rendono ora possibile collegare direttamente l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi al cambiamento climatico.

RESTARE ENTRO 1,5°C È ANCORA POSSIBILE

Il rapporto conferma che gli esseri umani hanno alterato irreversibilmente il clima del pianeta, ma l’opportunità di invertire la rotta, anche se si va assottigliando man mano che passano gli anni, è ancora possibile se un’azione urgente e forte per ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica e proteggere e ripristinare la natura verrà intrapresa immediatamente. 

 “Il rapporto del Gruppo di Lavoro I dell’IPCC arriva in un momento importante in vista della COP26 –ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia– e mette dei punti fermi da cui i negoziatori devono partire: la certezza della portata della crisi climatica e della responsabilità dell’umanità nel determinarla (definita “incontrovertibile”) inclusi quindi gli eventi meteorologici estremi; la consapevolezza di quanto abbiamo cambiato il pianeta e che le cose continueranno a peggiorare a meno che non cambiamo immediatamente rotta. Ecco perché i leader mondiali devono usare ogni opportunità, specialmente il prossimo summit del G20 e la COP 26, per realizzare un’azione climatica che risponda all’ambizione necessaria per assicurare che l’obiettivo di 1,5˚C dell’accordo di Parigi non sfugga di mano.  Non agire subito e con determinazione, quello sì che porterebbe a un autentico bagno di sangue”.

Il WWF auspica l’accordo dei leader su un percorso di cooperazione internazionale e di attuazione dell’azione climatica giusto ed equo per i paesi in via di sviluppo.

IL TEMPO STA PER SCADERE

“Non possiamo permetterci che il futuro di miliardi di persone sia preso in ostaggio dall’ottuso interesse di pochi. I leader devono prestare attenzione alla scienza, perché il tempo sta per scadere. Vorremmo vedere finalmente capacità di guidare il cambiamento a livello globale e a livello nazionale, la salvaguardia del clima e degli ecosistemi da cui dipendono moltissime specie, e sicuramente quella umana, devono diventare la base su cui fondare prosperità ed equità, non un fardello di cui si parla sì, ma che poi si accantona nei momenti delle scelte che contano davvero”, conclude Midulla.