Category: Novità

Read More

UNA PICCOLA GUIDA INTRODUTTIVA ALLA TECNOLOGIA DELLE POMPE DI CALORE, PER SCOPRIRE VANTAGGI, FUNZIONAMENTO, TIPOLOGIE E CAPIRE QUALE MODELLO SCEGLIERE.

Per abbandonare le fonti fossili e passare alle rinnovabili pulite nel riscaldamento degli edifici una soluzione c’è: sono le pompe di calore, il sistema più indicato per chi vuole costruire o ristrutturare una casa a basso impatto ambientale.
Questa tecnologia offre molti vantaggi:

  • azzera le emissioni nocive locali e contribuisce ad abbassare quelle di CO2, perché utilizza energia elettrica e fonti rinnovabili;
  • funziona con rendimenti altissimi, ben superiori a quello di una caldaia a gas, dunque fa risparmiare energia;
  • la maggiore efficienza determina anche risparmio economico: se ci sono le giuste condizioni ambientali, il risparmio può superare il 30-40% in bolletta;
  • consente di soddisfare i requisiti della normativa italiana (D. Lgs 199/2021), che prevedono l’obbligo di soddisfare il 60% del fabbisogno termico dei nuovi edifici (65% nel caso degli edifici pubblici) e per questo motivo sono ormai uno standard nelle nuove costruzioni; nelle ristrutturazioni permette di migliorare di 2 classi energetiche l‘edificio anche senza realizzare il cappotto termico;
  • se la pompa di calore è reversibile permette sia di riscaldare sia di raffrescare casa con un unico impianto;
  • installando un impianto fotovoltaico per alimentare la pompa di calore si ottiene una sostanziale autonomia per il riscaldamento e si riduce ai minimi termini la bolletta.

GLI INCENTIVI PER LE POMPE DI CALORE
Le pompe di calore possono essere installate sfruttando differenti incentivi economici.

Con il Bonus ristrutturazioni (o Bonus casa), si può detrarre dall’Irpef in dieci anni il 50% della spesa anche se il sistema non sostituisce un impianto esistente. Se, invece, si tratta della sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale, ad esempio una caldaia a gas, e la pompa di calore è ad alta efficienza (in base a dei valori limite previsti dalla normativa di riferimento), allora è possibile fruire della detrazione fiscale del 65% dell’Ecobonus. Entrambi questi incentivi sono attualmente previsti fino alla fine del 2024.

Una terza alternativa per abbassare il costo di installazione di una pompa di calore è il Conto Termico, che permette di recuperare una parte della spesa in 2 o 5 anni con un rimborso che viene erogato direttamente sul conto corrente.
Anche in questo caso si deve trattare della sostituzione di un impianto preesistente.

IL FUNZIONAMENTO DELLE POMPE DI CALORE
Il funzionamento di una pompa di calore è quello del ciclo termodinamico della “macchina di Carnot”.
Sfruttando un compressore alimentato da energia elettrica, questi sistemi riescono a trasportare il calore presente in una sorgente naturale, ad esempio l’aria esterna, all’interno delle nostre case. I particolari gas (es. propano) che circolano nel circuito vengono ciclicamente compressi per innalzarne la pressione e raggiungere la temperatura necessaria e poi fatti evaporare per ripetere il ciclo. Il calore ottenuto nel processo termodinamico viene trasferito agli ambienti riscaldandoli con diverse modalità.

Invertendo il ciclo di funzionamento, le pompe di calore fanno esattamente l’opposto: prelevano il calore all’interno e lo portano fuori raffrescando gli ambienti, proprio come fa un frigorifero.

POMPE DI CALORE IDRONICHE
La tipologia più semplice di pompa di calore è il climatizzatore di casa, che trasferisce freddo (anche caldo, se è reversibile) direttamente all’aria degli ambienti.
Qui parliamo però delle pompe di calore idroniche (aria-acqua o acqua-acqua) che non riscaldano o raffrescamento direttamente l’aria, ma l’acqua dell’impianto di riscaldamento e l’acqua sanitaria che utilizziamo in bagno e in cucina.
Le pompe di calore idroniche funzionano nel modo più efficiente con sistemi di diffusione del calore a bassa temperatura (35-40 °C) come i pannelli radianti a pavimento, ma oggi esistono modelli ad alta temperatura che, grazie soprattutto all’utilizzo di particolari gas, raggiungono temperature più elevate dell’acqua (fino a 70°C) e sono quindi adatte anche ai classici radiatori.

TIPOLOGIE DI POMPE DI CALORE A SECONDA DELLA FONTE ESTERNA
A seconda della fonte naturale da cui prelevano energia termica, le pompe di calore idroniche si distinguono in tre tipologie:
1) Pompa di calore aria acqua: sfruttano l’energia termica presente nell’aria esterna (l’aria contiene sempre un po’ di energia termica anche a bassissima temperatura) e sono le più utilizzate perché più semplici dal punto di vista impiantistico e con minori costi di installazione. Possono essere configurate anche all’interno di sistemi ibridi, che affiancano una pompa di calore a una caldaia a condensazione.

2) Pompa di calore geotermica acqua acqua: l’energia termica in questo caso è prelevata da acqua di falda o da fiumi e laghi. Vantano un livello di efficienza superiore per tutta la stagione invernale, perché l’acqua rimane a temperature più costanti. Bisogna però mettere in conto costi superiori di installazione.

3) Pompa di calore geotermica terra acqua: qui la fonte rinnovabile è il terreno da cui viene prelevato calore, grazie all’inserimento di una sonda nel sottosuolo a circa 10 metri di profondità, dove le temperature subiscono una modesta variazione nell’anno. Anche in questo caso, l’efficienza è superiore a fronte di costi di installazione e progettazione più alti.

TIPOLOGIE DI POMPA DI CALORE A SECONDA DELL’INSTALLAZIONE
Dal punto di vista costruttivo esistono due tipologie di pompe di calore idroniche: monoblocco o splittate. Vediamo in cosa si differenziano.

Pompe di calore monoblocco: in questi modelli il gruppo frigorifero (compressore, valvola di laminazione, evaporatore, circuito gas) e la parte idronica (circolatore, scambiatore) sono contenuti in un unico “contenitore” posto all’esterno della casa e il circuito gas è sigillato ermeticamente; in casa arrivano solo le tubazioni dell’acqua calda o refrigerata.

Pompe di calore splittate: il gruppo frigo risiede nell’unità esterna mentre la parte idronica è nell’unità interna che si installa dentro l’abitazione (in casa arrivano le tubazioni in cui scorre il gas refrigerante).

A livello pratico, la scelta tra una pompa di calore monoblocco o splittata deve essere fatta considerando essenzialmente le problematiche tecniche di installazione. Le monoblocco sono indicate, ad esempio, se il refrigerante è il propano, un gas soggetto a requisiti di sicurezza più stringenti.

POMPA DI CALORE IN ABBINAMENTO AL FOTOVOLTAICO
L’abbinamento di un impianto fotovoltaico con un sistema di riscaldamento elettrico basato su pompa di calore è senz’altro conveniente. Si può alimentare la pompa di calore con la produzione di elettricità rinnovabile dei pannelli (soprattutto se è installato anche un sistema di accumulo elettrico), avvicinandosi all’autosufficienza energetica e ottenendo riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria a zero emissioni e quasi gratis (in alcuni periodi dell’anno, dove la produzione fotovoltaica cala, sarà comunque necessario consumare elettricità dalla rete).

Si può senz’altro affermare che la soluzione integrata costituita da pompa di calore e fotovoltaico rappresenta oggi lo stato dell’arte della climatizzazione efficiente, economica e ambientalmente sostenibile.

COME FARE LA SCELTA GIUSTA PER UNA POMPA DI CALORE
La progressiva diffusione delle pompe di calore ha spinto i produttori a diversificare l’offerta, tanto che oggi esistono molti modelli di diversa potenza adatti a quasi tutti i contesti (da pochi kW per abitazioni unifamiliari fino a centinaia di kW) e studiati per essere installati anche in spazi abbastanza ristretti.
Per scegliere la soluzione più adatta alla tua abitazione devi rivolgerti a uno specialista, come un progettista specializzati della Viessmann Professional Network, ovvero la Rete Viessmann di ingegneri, architetti, geometri e periti qualificati in efficienza energetica.

Per quale motivo?
Perché con una pompa di calore la fase progettuale è più importante e complessa rispetto a una caldaia. Se il progetto non è corretto, rischi di non ottenere il comfort giusto in casa o di spendere troppo in bolletta elettrica.

Per identificare il prodotto migliore, un termotecnico esperto considera:

  • la zona geografica dove è situato l’edificio;
  • il tipo di edificio come dimensioni e livello di isolamento termico;
  • il sistema di diffusione del calore che si vuole utilizzare (se vuoi, ad esempio, utilizzare i radiatori già presenti oppure vuoi l’impianto con i pannelli radianti);
  • la temperatura di esercizio a cui deve scaldare l’acqua la pompa di calore, in funzione di tutti gli aspetti sopra elencati;
  • le necessità di acqua calda sanitaria a seconda di quanti siete in famiglia, per dimensionare correttamente il bollitore di accumulo dell’acqua calda e suggerire l’eventuale supporto del solare termico;
  • lo spazio a disposizione esternamente e internamente all’abitazione, per poter installare senza problemi l’unità esterna, l’unità interna (se la pompa di calore è splittata) e il bollitore per l’accumulo dell’acqua calda.

Vuoi saperne di più sulle pompe di calore? Cliccando qui potrai chiederci maggiori informazioni.

Read More

CALDAIA IBRIDA CON TERMOSIFONI, LA SOLUZIONE PER GLI EDIFICI ESISTENTI

I “sistemi ibridi” (chiamati anche caldaie ibride o pompe di calore ibride) sono soluzioni per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria caratterizzate dalla possibilità di utilizzare diversi sistemi e fonti energetiche per il loro funzionamento: generalmente fonti fossili ed elettricità. In questo caso, si tratta dell’abbinamento tra una caldaia a condensazione a gas e una pompa di calore elettrica.

PERCHÈ È UTILE COMBINARE DUE DIVERSI SISTEMI DI RISCALDAMENTO?
Perché si possono sfruttare le migliori caratteristiche di ciascun generatore di calore, ottenendo comfort garantito, meno emissioni (per la presenza della pompa di calore) e anche bollette meno salate.
Grazie alla flessibilità e alla possibilità di adattarsi a molti tipi di abitazioni, i sistemi ibridi permettono di risolvere il problema dell’impatto ambientale del riscaldamento degli edifici dove non è possibile installare solo la pompa di calore, comprese le vecchie case con i termosifoni.

COS’È UNA CALDAIA IBRIDA?
Una caldaia ibrida, o pompa di calore ibrida, è un sistema di riscaldamento composto da due differenti generatori di calore che funzionano in modo “sinergico”:

  • caldaia a condensazione a gas;
  • pompa di calore idronica (ossia che riscalda l’acqua dell’impianto, come la caldaia).

Le caldaie ibride possono essere installate sfruttando l’Ecobonus 65% e il Conto Termico, ma per farlo devono rispettare alcuni requisiti: sia la caldaia a condensazione che la pompa di calore devono garantire determinati rendimenti e il sistema deve essere certificato come “Factory made”, ossia progettato e realizzato appositamente da un unico costruttore.
Non è, quindi, possibile utilizzare una caldaia a condensazione già presente in casa e montare anche una pompa di calore per ottenere un sistema ibrido.

COME SI ALIMENTA UNA CALDAIA IBRIDA?
Una caldaia ibrida funziona con il gas che serve alla caldaia a condensazione e con l’elettricità consumata dalla pompa di calore.
Una pompa di calore, però, non sfrutta solo l’elettricità, ma anche una fonte rinnovabile già presente: generalmente l’energia termica dell’aria esterna.
Grazie alla compressione e alla decompressione ciclica di particolari gas, il calore contenuto in queste sorgenti viene trasferito dalla pompa di calore dentro gli ambienti di un’abitazione. Inoltre, invertendo il ciclo di funzionamento una pompa di calore può anche raffrescare, esattamente come fa un frigorifero.

I VANTAGGI DI UNA CALDAIA IBRIDA
Le caldaie e le pompe di calore sono entrambe basate su tecnologie consolidate, ma nell’innovativa versione ibrida sono abbastanza recenti. Il successo, spinto indubbiamente dagli incentivi come il Superbonus, è legato al fatto che in molti casi rappresentano la vera soluzione. Grazie a una caldaia ibrida, infatti, si ottengono contemporaneamente questi vantaggi:
1) utilizzo delle fonti rinnovabili grazie alla presenza della pompa di calore;
2) mantenimento di un comfort domestico ottimale anche in giornate particolarmente fredde;
3 possibilità di installazione anche in edifici non bene isolati e dotati di impianto con termosifoni;
4) riduzione dei consumi e dei costi di riscaldamento.

COME FUNZIONA UN SISTEMA IBRIDO CON CALDAIA E POMPA DI CALORE?
Il funzionamento di una caldaia ibrida è “intelligente”, grazie alla presenza di un sistema di gestione che fa lavorare la caldaia o la pompa di calore in modo parallelo o alternato in base a quanta energia termica sta richiedendo l’abitazione in quel momento.
Fino a un certo livello di richiesta termica, nei giorni meno freddi, funziona solo la pompa di calore elettrica che garantisce efficienza e sostenibilità superiori, dopodiché – quanto bisogna riscaldare di più perché fuori fa più freddo – subentra la caldaia a condensazione, in affiancamento oppure, se il clima è molto rigido, ad esempio sotto gli 0°C, da sola. Il tutto in maniera automatica senza dover intervenire: il sistema considera in ogni momento la temperatura esterna, la temperatura dell’acqua di mandata dell’impianto ed altri parametri preimpostati.

QUANDO CONVIENE MONTARE UNA CALDAIA IBRIDA?
Ci si potrebbe chiedere: ma se la pompa di calore è il sistema di riscaldamento più sostenibile ed efficiente, perché bisogna integrare anche una caldaia a condensazione? Perché, come abbiamo ricordato sopra, la pompa di calore lavora con rendimenti alti solo se ci sono condizioni ottimali che non sempre si verificano. Inoltre, se i caloriferi non sono particolarmente generosi, quando fa molto freddo la sola pompa di calore può non riuscire a riscaldare abbastanza gli ambienti, in particolare se l’edificio è vecchio e non è presente il cappotto termico. In tutti questi casi il fatto di poter contare anche su una caldaia a condensazione risolve qualsiasi problema.
Nei vecchi condomini con riscaldamento centralizzato la caldaia ibrida può essere la soluzione migliore per raggiungere una maggiore sostenibilità e risparmio in bolletta, ma anche nelle abitazioni unifamiliari non riqualificate situate in zone climatiche rigide.

La valutazione corretta, in ogni caso, va sempre fatta fare a un tecnico esperto che potrà capire se per l’edificio in questione potrà bastare la pompa di calore o se sarà necessario un sistema ibrido.

Viessmann ha realizzato un rapido check energetico che ti permetterà di scoprire in pochi passi la classe energetica della tua abitazione ed individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Prova il check energetico

QUANTO SI RISPARMIA CON LA CALDAIA IBRIDA?
Un sistema ibrido costituito da caldaia a condensazione e pompa di calore elettrica non può permetterti di fare a meno del gas, dunque questa bolletta continuerà ad arrivare. Ma i risparmi non mancheranno.
Orientativamente, si può affermare che chi la sceglie ha un risparmio dei consumi di gas fino al 50%. Tutto, dipende, però, da come è stato dimensionato l’impianto e impostato il sistema intelligente che lo regola. In altre parole, da quanto la caldaia entra in funzione in affiancamento oppure in sostituzione della pompa di calore.

Vuoi saperne di più su come muoverti per cambiare la caldaia? Cliccando qui potrai chiederci maggiori informazioni.

Read More

QUANDO BISOGNA SOSTITUIRE LA CALDAIA?

In linea di massima, una caldaia può durare più di 15 anni, ma con il passare del tempo possono intensificarsi episodi di malfunzionamento che, oltre a lasciarti al freddo in pieno inverno, fanno aumentare le spese per le riparazioni.

Inoltre, acquistando una caldaia a condensazione, avrai un modello con efficienza superiore, ridurrai i consumi e spenderai decisamente meno in bolletta, oltre ad avere a disposizione funzionalità evolute che migliorano il comfort domestico.

Oggi, poi, c’è un’altra ottima ragione per decidere di cambiare la caldaia: come spieghiamo più avanti, presto gli attuali incentivi per l’installazione di questi sistemi potrebbero non esserci più. Perché rinunciare alla possibilità di dimezzare il prezzo di acquisto della tua nuova caldaia?

SOSTITUZIONE CALDAIA, ECCO I SEGNALI PREMONITORI

Esistono alcuni segnali che sono dei “campanelli d’allarme” e che dovrebbero convincere anche i più indecisi che è arrivato il momento di sostituire la caldaia:

  • Malfunzionamenti ripetuti che richiedono l’intervento dell’assistenza a pagamento;
  • Riparazioni e sostituzione di componenti che non sono economicamente vantaggiose (il classico caso in cui si pensa “non ne vale la pena”);
  • Diminuzione di efficienza e aumento dei consumi, quindi delle bollette del gas, senza che ci sia stato un cambiamento nell’utilizzo della caldaia;
  • Incapacità della caldaia di garantire un’adeguata produzione di acqua calda sanitaria.

QUALI SONO GLI ATTUALI BONUS PER LA SOSTITUZIONE DELLA CALDAIA?
Oggi se sostituisci la vecchia caldaia installando al suo posto una caldaia a condensazione di classe A, puoi accedere in alternativa a due diversi incentivi che, almeno in teoria, dovrebbero restare fino alla fine del 2024:
1) Bonus ristrutturazioni o Bonus casa: consente di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese, entro un limite di spesa complessivo per la ristrutturazione di 96.000 euro;
2) Ecobonus: consente di detrarre dall’Irpef il 50 o il 65% delle spese; per ottenere il 65% di sgravio fiscale devi installare insieme alla caldaia a condensazione anche sistemi di termoregolazione evoluti di classe V, VI o VII che aumentano il risparmio energetico;

Entrambi questi incentivi prevedono di recuperare la detrazione spettante in 10 anni in dichiarazione dei redditi. Per accedere dall’Ecobonus 65% dovrai mettere in conto un piccolo investimento aggiuntivo per la sostituzione della caldaia, perché devi installare anche dei componenti di termoregolazione, come le valvole termostatiche sui radiatori di casa.

Devi sapere però, che gli attuali incentivi per le caldaie a gas sono a rischio e di certo non dureranno a lungo. Nell’ambito delle azioni contro il climate change, infatti, l’Europa ha intenzione di interrompere ogni forma di agevolazione per gli impianti che utilizzano fonti fossili, come il gas, anche se gli apparecchi sono efficienti ed evitano emissioni di CO2 rispetto a vecchie caldaie tradizionali.

Al momento la Direttiva UE non è ancora stata approvata definitivamente e può darsi che si arrivi a qualche compromesso. In ogni caso, sostituendo la caldaia quest’anno puoi esser certo di sfruttare gli incentivi.

La soluzione alternativa allo sconto in fattura: Viessmann offre un’alternativa per beneficiare dello stesso vantaggio. Come? Tramite la formula “Credito in fattura” che consente di ottenere un finanziamento agevolato per installare nuovi impianti termici che godono dei bonus fiscali (caldaie a condensazione a gas innovative come le Vitodens 100-W e Vitodens 100-E, pompe di calore, climatizzatori, ecc.). Quando si acquista una caldaia, quindi, si paga solamente la parte di spesa che rimane dopo aver tolto la detrazione spettante (il 50% o il 35% del totale, a seconda del Bonus), mentre il resto viene finanziato con un piano di restituzione rateale. Queste rate saranno ripagate con il valore del credito maturato e detratto dalle tasse in dieci anni, quindi di fatto senza costi aggiuntivi per l’utente.
Se sei interessato/a a questa formula, contattaci!

Quali sono i vantaggi di sostituire la vecchia caldaia con una nuova a condensazione?

  • Rendimenti elevati che consentono risparmi sui consumi di gas fino al 20-30%, se abbinate a sistemi di regolazione ambiente “smart” come i pannelli radianti a pavimento che funzionano a bassa temperatura, ma si consuma comunque meno anche con i tradizionali radiatori;
  • Diminuzione delle emissioni inquinanti per una maggiore tutela ambientale;
  • Bassi costi di gestione della caldaia e risparmio economico in bolletta fino al 30% (possono essere migliaia di euro risparmiati nel corso della vita utile dell’impianto);
  • Maggiore affidabilità e sicurezza del sistema;
  • Aumento del comfort e sprechi evitati grazie alla regolazione evoluta della caldaia.

COSA BISOGNA FARE QUANDO SI VUOLE SOSTITUIRE LA CALDAIA?
La sostituzione della caldaia è una scelta che va sempre ponderata bene e per l’installazione devi affidarti a tecnici qualificati. Ti consigliamo, quindi, di evitare in questo caso l’acquisto online dove nessuno può suggerirti il prodotto giusto per le tue esigenze.

Contattando tecnici esperti potrai trovare il modello di caldaia più adatto alla tua famiglia, in termini di potenza e dimensioni dell’eventuale bollitore, a seconda delle dimensioni della tua casa e del numero di persone che utilizzano l’acqua calda sanitaria.

Infine, se devi sostituire la vecchia caldaia puoi anche valutare altre tecnologie (e anche in questo caso un tecnico esperto può consigliarti). Ad esempio, puoi orientarti sulle pompe di calore aria-acqua che sfruttano una fonte rinnovabile oppure sui sistemi ibridi, che abbinano una caldaia a condensazione a una pompa di calore. L’investimento che dovrai mettere in conto è superiore a quello di una caldaia, ma ti ritroverai con un impianto all’avanguardia, sostenibile per l’ambiente, e che consente di ottenere nel tempo risparmi decisamente superiori.

Con una pompa di calore, poi, scegli di abbandonare completamente il gas per il riscaldamento e passare solo all’elettricità, risparmiando fino al 50% sui consumi grazie alla straordinaria efficienza di questi sistemi. Se installi anche un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo elettrico per alimentare la pompa di calore, la bolletta annuale per il riscaldamento può diventare irrisoria.

Vuoi saperne di più su come muoverti per cambiare la caldaia? Cliccando qui potrai chiederci maggiori informazioni.

Read More

COME RISCALDARE LA CASA SENZA GAS

L’esigenza, espressa da sempre più famiglie, di orientarsi verso apparecchi per la climatizzazione domestica che siano innovativi e allo stesso tempo efficienti incontra le direttive statali ed europee che spingono e incentivano il passaggio a generatori di calore alimentati da fonti di energia rinnovabile. Lo scopo è quello di tutelare l’ambiente e assicurare alle generazioni future e attuali una sempre più elevata qualità della vita attraverso la riduzione del consumo di combustibili fossili: riscaldare una casa senza gas è diventato un obiettivo di molte famiglie.

Optare per l’elettricità al posto del gas permette infatti di limitare i consumi energetici abbassando le bollette (se questo passaggio viene fatto correttamente). Addirittura, permette quasi di azzerarle se l’elettricità viene autoprodotta dal proprio impianto fotovoltaico, diventando almeno in parte autonomi per l’energia. Con il gas, questo risultato non si può ovviamente raggiungere.

Spostare il riscaldamento dalle fonti fossili all’elettricità, inoltre, è un mezzo importante per abbattere le emissioni e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, perché si passa alle fonti di energia rinnovabile, evitando o riducendo la combustione di fonti fossili. Se non si vuole passare all’elettricità, un’alternativa è quella dei generatori a biomassa, che permettono comunque un risparmio economico ma che non sono esenti dal problema delle emissioni di CO2.

Doppia finalità: contenere i costi e assicurare il comfort
Se ti stai chiedendo come riscaldare casa senza gas e passare all’elettricità o alla biomassa, la prima domanda che sorge spontanea è se questa sia la scelta giusta per abbattere i costi delle bollette. Allo stesso modo, però, una soluzione ottimale deve tenere conto del comfort. L’impianto deve essere in grado di garantire la temperatura ottimale in tutti i locali e in tutte le stagioni, anche in quelle più rigide.

La convenienza nel riscaldare senza gas metano, utilizzando invece l’elettricità, dipende essenzialmente da due fattori: costi iniziali e costi operativi.

Questi ultimi sono diversi a seconda del sistema di riscaldamento scelto e variano nel tempo in funzione di quanto paghi l’energia elettrica rispetto al gas. Per quanto riguarda i costi iniziali, invece, l’installazione di sistemi di riscaldamento alternativi al gas può comportare una spesa di partenza più elevata. L’installazione di una pompa di calore può richiedere un investimento più significativo rispetto a una caldaia a gas metano.

Primo passo: rendere più efficiente l’abitazione
Per passare dal riscaldamento con caldaia a gas all’elettricità (pompe di calore) la prima cosa da fare è ridurre il più possibile il fabbisogno energetico, rendendo la tua casa più efficiente. Non è sempre indispensabile, ma è senz’altro molto conveniente ed è una scelta di buon senso. Abbassare a monte la richiesta di energia necessaria per riscaldare (o raffrescare) la tua casa, significa poter installare un sistema meno potente, oppure che l’impianto di riscaldamento funzionerà a pieni giri per molte meno ore al giorno.

La soluzione principale per ridurre il fabbisogno e alzare la classe energetica di un edificio sono il cappotto termico e la sostituzione degli infissi.

Laddove non sia possibile (sia per questioni tecniche sia per questioni economiche) isolare l’edificio è comunque possibile inserire una pompa di calore ed ottenere un riscontro in termini di miglioramento della classificazione.

Secondo passo: scegliere il sistema di riscaldamento senza gas
A questo punto potrai scegliere come riscaldare casa senza gas a seconda delle tue esigenze. Le soluzioni a disposizione, come abbiamo detto, sono sostanzialmente di due tipi:
1) Generatore elettrico, quindi una pompa di calore;
2) Caldaia a biomassa;
Entrambe ti consentono di riscaldare e di produrre acqua calda sanitaria utilizzando un unico sistema, proprio come una caldaia a gas.

A queste potrai affiancare il solare termico per sfruttare il calore del sole e, nel caso della pompa di calore, un impianto fotovoltaico per produrre l’elettricità che consumi.

Le pompe di calore riscaldano, raffrescano e producono acqua calda sanitaria utilizzando energia elettrica ed energia termica rinnovabile presente in natura (aria, acqua o terreno). Sono considerate il sistema di riscaldamento del futuro, perché sono efficientissime (rispetto alla caldaia consumano dal 50% al 20% in meno di energia, a seconda delle condizioni) e non inquinano. Le più diffuse per il riscaldamento degli ambienti sono del tipo aria-acqua: significa che prelevano calore dall’aria esterna e lo trasferiscono all’acqua dell’impianto. Nel caso in cui sia previsto un sistema a pannelli radianti oppure a ventilconvettori, utilizzando una pompa di calore puoi anche raffrescare casa, oltre che riscaldarla.

Anche un normale climatizzatore è considerato una pompa di calore. Infatti il climatizzatore, che normalmente viene associato alla climatizzazione estiva, può essere utilizzato anche per il riscaldamento. Si tratta di una pompa di calore aria-aria che rinfresca o riscalda direttamente l’aria di casa. Utilizzare un climatizzatore per riscaldare è conveniente durante le mezze stagioni, perché con temperature esterne miti questi sistemi funzionano con un’alta efficienza e consumano poca elettricità, permettendoci di ritardare di qualche settimana l’accensione della caldaia.
Un climatizzatore reversibile, però, può anche rappresentare l’unica soluzione di riscaldamento in situazioni particolari, per esempio dove non fa mai molto freddo in inverno o in una seconda casa che si usa poco e si vuole evitare la spesa di installazione di un altro generatore di calore.

Con il fotovoltaico ovviamente non si riscalda, ma si produce elettricità.
Se con questa elettricità alimenti la tua pompa di calore, però, anche i pannelli fanno parte dell’impianto di riscaldamento. Combinare fotovoltaico e pompa di calore è un modo particolarmente intelligente per consentire l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia. Un sistema integrato di questo tipo, infatti, ti consente di eliminare il gas e di abbattere contemporaneamente i costi della bolletta elettrica. Soprattutto se aggiungi all’impianto fotovoltaico un sistema di accumulo elettrico, potrai infatti avvicinarti all’indipendenza energetica.

Riscaldare con il solare termico
I pannelli solari termici, a differenza di quelli fotovoltaici, sfruttano il calore gratuito del sole per riscaldare l’acqua calda sanitaria e possono funzionare anche da supporto per l’impianto di riscaldamento, facendoti risparmiare ulteriormente sui consumi della pompa di calore.
In particolare, in estate i pannelli solari termici (o collettori solari) permettono di ottenere fino all’80% dell’acqua calda sanitaria gratis (riescono a portare l’acqua a 80°C!), così puoi evitare di far partire la caldaia o la pompa di calore già dalla primavera. In inverno contribuiscono comunque con una certa quantità di calore, riducendo il lavoro e i consumi della pompa di calore.
Come supporto all’impianto di riscaldamento, con sistemi a bassa temperatura come le pompe di calore il solare termico può contribuire per circa il 20% all’energia termica necessaria.

Riscaldare con la caldaia a biomassa
Una caldaia a biomassa (legna o a pellet), a differenza di un stufa, scalda l’acqua dell’impianto che poi circola in tutta la casa. Si tratta quindi di un generatore di calore che può servire l’intera abitazione (compresa l’acqua calda per bagno e cucina), non solo una stanza.
Storicamente il pellet ha sempre avuto costi decisamente inferiori rispetto al gas, ma dopo la crisi energetica le quotazioni sono aumentate, pur mantenendo un certo vantaggio economico.
Le caldaie a biomassa raggiungono alte temperature, quindi se vuoi abbandonare il gas mantenendo i vecchi termosifoni, possono rappresentare la scelta giusta, in particolare se sei in una zona dove puoi rifornirti di materia prima da filiera corta (oppure non puoi avere a disposizione l’energia elettrica per fare funzionare la pompa di calore).
È importante sapere che per tutelare la qualità dell’aria e godere degli incentivi oggi è possibile installare solo nuove caldaie a biomassa a basso inquinamento classificate con 4 o 5 stelle.

Vorresti realizzare un nuovo impianto termico con un impianto pompa di calore?

Vuoi conoscere il vantaggio di un generatore di calore eco-sostenibile e confortevole?

Cliccando qui potrai chiederci maggiori informazioni.

Read More

POMPE DI CALORE PER RISCALDAMENTO E ACQUA CALDA SANITARIA

L’EHPA (l’associazione europea dei produttori di pompe di calore) ha osservato come nel 2022 il mercato delle pompe di calore sia cresciuto in tutta Europa a una velocità senza precedenti: un aumento di oltre il 38% in un anno e un volume totale di vendite superiore a 3 milioni di unità. Ormai le pompe di calore rappresentano circa un quarto del totale dei sistemi di riscaldamento venduti, grazie soprattutto all’installazione in nuovi edifici.

La cosa più importante è scegliere il modello che più si adatta alle proprie esigenze, considerando la tipologia della fonte di energia da cui attingere.

POMPA DI CALORE ARIA-ARIA
Le pompe di calore aria-aria sono tra le più facili d’installare e sono proprio per questo motivo tra quelle più utilizzate. Tuttavia, è importante tener conto che quando le temperature dell’ ambiente esterno scendono al di sotto dei 5-7 °C, anche le prestazioni del sistema possono risentirne, determinando un aumento dei consumi d’energia.
Si conviene che tale soluzione risulta ideale per chi vive in regioni calde e con un clima abbastanza mite durante tutto l’anno. Un’altra applicazione perfetta per questa tipologia di installazione è quella delle seconde case in sostituzione ai sistemi di riscaldamento tradizionali caldaia/radiatori. In questo caso le pompe di calore aria/aria rappresentano un ottimo compromesso considerando il minor costo di impianto e un comfort potenzialmente minore rispetto a quello di un sistema ad acqua per il riscaldamento ma pesato su un utilizzo saltuario dell’abitazione.

POMPA DI CALORE ARIA-ACQUA
Le pompe di calore aria-acqua ormai hanno superato le pompe di calore aria-aria nei dati di vendita del 2022 e rappresentano circa il 50 % delle pompe di calore (1,5 mln su 3 mln di pompe di calore totali).
Questa tecnologia sfrutta l’aria esterna come fonte d’energia e la utilizza per trasferire calore nell’ acqua contenuta nell’impianto (nei termosifoni o nella serpentina del riscaldamento a pavimento) o nell’acqua calda sanitaria. Il vantaggio è di avere in un unico impianto la combinazione di riscaldare e raffrescare gli ambienti o avere acqua calda sanitaria.
Inoltre la pompa di calore aria-acqua è una tecnologia che può funzionare anche in modalità ibrida, quindi in abbinamento a caldaie a condensazione (che utilizzano come fonte energetica gas metano o gpl).

POMPA DI CALORE ACQUA-ACQUA
La pompa di calore acqua-acqua rientra in quelle che vengono definite pompe di calore geotermiche. Infatti è un generatore di calore che genera energia termica sfruttando le acque di falda, oppure le acque di laghi e fiumi. L’acqua non solo come fonte di calore, ma anche come fluido di lavoro all’interno di essa. L’impianto acqua-acqua può essere considerato tra quelli più efficienti poiché usa l’acqua proveniente dalle falde acquifere, che mantengono sempre una temperatura stabile: ciò garantisce prestazioni alte e costanti per tutta la stagione invernale.
Lo svantaggio? L’elevato costo di installazione, dovuto alla creazione di un pozzo da cui attingere la fonte di alimentazione dell’impianto.

POMPA DI CALORE GEOTERMICA
La pompa di calore geotermica, grazie all’inserimento di un’apposita sonda nel sottosuolo, preleva dal terreno il calore necessario al suo funzionamento. Infatti, a circa dieci metri di profondità, si trovano temperature comprese tra circa 10°C e 15°C che si mantengono costanti per tutto l’anno. Questa scelta risulta molto conveniente se abbinata a sistemi di riscaldamento a pavimento o a pannelli radianti, ma può essere utilizzata anche in abbinamento a sistemi tradizionali come i caloriferi.

Quali sono i vantaggi di scegliere la pompa di calore per riscaldamento, raffreddamento e acqua calda sanitaria?

UNA SCELTA GREEN CHE AIUTA A CONTRASTARE L’INQUINAMENTO E IL CLIMATE CHANGE
Una pompa di calore non utilizza combustibili fossili, quindi non causa localmente emissioni di CO2 né di altre sostanze inquinanti, migliorando la qualità dell’aria soprattutto nelle grandi città. Inoltre, se l’elettricità consumata proviene da fonti rinnovabili (magari dal proprio impianto fotovoltaico), si ottengono climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria totalmente gratuite e ad emissioni zero!

PERMETTE DI ALLINEARSI ALLA NORMATIVA VIGENTE SULLE FONTI RINNOVABILI
L’integrazione di impianti basati su fonti rinnovabili all’interno degli edifici è obbligatoria da qualche anno. In particolare, il D. Lgs 199/2021, che recepisce la Direttiva europea RED II (2018/2001/UE), prevede che da giugno 2022 le rinnovabili debbano garantire il 60% del fabbisogno termico per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria (il 65% nel caso degli edifici pubblici) negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazione rilevante. Fino a quella data la percentuale minima da soddisfare era comunque del 50%.

LA CONVENIENZA ECONOMICA DELLE POMPE DI CALORE
L’utilizzo di una pompa di calore elettrica al posto di una caldaia tradizionale a gas consente un risparmio del 30% circa in bolletta, grazie agli altissimi rendimenti di questi sistemi e al funzionamento dell’impianto a basse temperature.
Attenzione! Il risparmio effettivo dipende dalla modalità di funzionamento della pompa di calore, dalla temperatura di mandata dell’acqua all’impianto, dalla località di installazione, e quindi anche dal grado di isolamento termico e dalla tipologia dei terminali di riscaldamento esistenti.

DETRAZIONI FISCALI E INCENTIVI CHE ABBATTONO IL COSTO D’ACQUISTO
Attualmente, una pompa di calore può essere installata in sostituzione di un vecchio sistema di climatizzazione invernale sfruttando la detrazione fiscale del 65% Ecobonus o del 50% (Bonus Casa) fino al 31/12/2024, o dal SuperBonus nelle modalità oggi in vigore. Infine, c’è il Conto termico 2.0 che permette di ottenere direttamente sul conto corrente un contributo per piccoli interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’incremento dell’efficienza energetica.

SCELTA PROIETTATA AL FUTURO
Pensare di sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore è una scelta che proietta la vostra casa al prossimo futuro per almeno due ragioni molto contingenti:
1) con l’aumentare dell’energia da fonti rinnovabili, sia a livello centralizzato sia a livello distribuito, il costo dell’energia elettrica in bolletta tenderà a ridursi e quindi ad aumentare drasticamente la convenienza economica
2) l’installazione di una pompa di calore in luogo di una caldaia a gas (o a gasolio) ci permette facilmente, in quasi tutte le installazioni, di migliorare di almeno 2 classi energetiche (il superbonus ce lo ha confermato). Questo vuol dire rendere la propria casa pronta per le prossime leggi che recepiranno la direttive europea EPBD la quale imporrà il raggiungimento delle classi energetiche E e D dal 2027 al 2033. Il tutto senza effettuare (laddove non si possa per questioni di qualsiasi natura) interventi sull’involucro.

La pompa di calore è sempre consigliata:
– nel caso di nuove costruzioni sia di abitazioni unifamiliari che di condomini, perché soddisfa l’impianto “tipo” di oggi: riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, ricambio d’aria, integrazione con produzione fotovoltaica. Il contesto normativo impone l’utilizzo di più tecnologie che vanno interconnesse in modo smart, al fine di ottenere edifici a basso consumo energetico. Per fare ciò è necessario integrare più dispositivi per soddisfare comfort, efficienza/sostenibilità e garantire facilità di utilizzo. Con una pompa di calore gran parte del lavoro è delegato tutto a un unico generatore;

– nelle riqualificazioni e/o ristrutturazioni immobiliari, in quanto assicura interessanti opportunità di efficientamento energetico dell’edificio, con aumento della classe energetica e conseguente innalzamento del valore dell’immobile.

Vorresti realizzare un nuovo impianto termico con un impianto pompa di calore?

Vuoi conoscere il vantaggio di un generatore di calore eco-sostenibile e confortevole?

Cliccando qui potrai chiederci maggiori informazioni.

Read More

CALDAIA A CONDENSAZIONE O POMPA DI CALORE? COME SCEGLIERE

Differenza tra caldaia a condensazione e pompa di calore
Brevemente: la caldaia a condensazione consuma combustibili fossili (gas metano, gpl o gasolio) per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria mentre la pompa di calore sfrutta l’energia termica presente naturalmente nell’aria esterna (o nell’acqua di falda o nel terreno) per trasferire o “pompare” calore all’interno degli ambienti, utilizzando energia elettrica.

Ricordiamo che, oltre al Superbonus, per queste due tecnologie è possibile accedere al normale Ecobonus al 50% e al 65% o al Bonus casa sempre al 50%, fruibile come detrazione fiscale in 10 anni fino al 2024.

I vantaggi di una caldaia a condensazione
Una caldaia a condensazione preleva il gas (che sia metano o gpl) dalla rete e crea una combustione per generare l’energia necessaria al riscaldamento dell’acqua.
Attraverso una pompa, l’acqua calda viene fatta circolare all’interno dei circuiti per alimentare i radiatori o altri terminali di riscaldamento, come i pannelli radianti a pavimento.
La caldaia con impianto a condensazione, rispetto a quelle tradizionali, recupera il calore latente del vapore acqueo presente nei fumi di combustione, che altrimenti sarebbe disperso in atmosfera assieme ai fumi stessi. In questo modo, aumenta l’efficienza e i consumi possono ridursi dal 10 al 30%.

I pro della caldaia a condensazione
– Investimento economico iniziale inferiore, questa soluzione prevede un’installazione piuttosto semplice ed i costi sono moderatamente bassi.
– Funzionalità e resa ottimale anche in presenza di basse temperature esterne;
– Sistema facilmente integrabile con qualsiasi terminale di riscaldamento, dai termosifoni ad alta temperatura a pannelli radianti (parete, soffitto, pavimento).
– Possibilità di prevedere la produzione di acqua calda sanitaria in modalità istantanea, quindi senza necessità di serbatoio di accumulo.
– Accesso agli incentivi dell’Ecobonus 65%/50% (se in classe A) e al Bonus Casa (50%) per tutti gli edifici soggetti a ristrutturazione.

I contro della caldaia a condensazione
– presenza di emissioni inquinanti di anidride carbonica nell’ambiente generate dalla combustione;
– sistema con necessità di allaccio del dispositivo alla rete del gas metano e/o al serbatoio del GPL, quindi il relativo costo di questi combustibili;
– esigenza dell’unità di scaricare i fumi a tetto o a parete.
– risparmio potenzialmente inferiore in bolletta rispetto alla pompa di calore (se quest’ultima viene installata in contesti ottimali).

Cos’é una pompa di calore?
In questo caso il riscaldamento avviene prelevando calore da una fonte naturale esterna più fredda (generalmente l’aria), per trasferirlo all’acqua dell’impianto che circola nei terminali.
Affinché questo accada, è presente un circuito con un particolare gas, che a seguito di una compressione, innalza la sua temperatura per poi cedere calore tramite uno scambiatore.
Una pompa di calore utilizza l’energia elettrica per la gestione del compressore, mentre non impiega elettricità per il riscaldamento diretto dell’aria o dell’acqua, come avviene nelle resistenze elettriche. Per questo motivo la pompa di calore è una macchina molto efficiente in termini assoluti.

I vantaggi della pompa di calore
– Zero emissioni di anidride carbonica e di sostanze nocive per l’ambiente.
– Copre più del 60% del fabbisogno invernale sfruttando una fonte di energia rinnovabile, assorbendo energia elettrica solamente per il funzionamento del compressore.
– Il suo rendimento (in condizioni ottimali) è nettamente più performante in confronto ad una “classica” caldaia; se reversibile, vi è possibilità di utilizzarla 365 giorni l’anno per climatizzare casa sia d’inverno che d’estate.
– La pompa di calore si integra facilmente anche con altre tecnologie rinnovabili come il fotovoltaico e il solare termico. E’ possibile quindi realizzare impianti totalmente a basso consumo.
– Non necessita dello scarico dei fumi a tetto o a parete.
– Accesso agli incentivi dell’Ecobonus (65%), del Bonus Casa (50%) e del Conto Termico 2.0.

I contro della pompa di calore
– l’investimento iniziale è più elevato rispetto a quello di una caldaia;
– vi è una diminuzione dell’efficienza e delle prestazioni con temperature esterne molto basse (sotto 0°C);
– non è indicata per funzionare con i tradizionali radiatori se questi funzionano ad alta temperatura, ma garantisce le migliori performance in abbinamento a sistemi di distribuzione del calore a media/bassa temperatura;
– necessità di uno spazio all’aperto per installare l’unità esterna.

Come capire quale impianto installare?
È sempre consigliabile l’analisi del contesto da parte di un termotecnico, in ogni caso prima di decidere quale delle tue tecnologie installare, vi sono alcune considerazioni da vagliare:
1) bisogna valutare quale sia il migliore impianto in funzione delle condizioni di installazione, della località e delle condizioni dell’involucro edilizio,
2) è indispensabile una figura professionale che sappia gestire e supervisionare la realizzazione degli impianti,
3) se si verificheranno problematiche o imprevisti che richiederanno interventi tempestivi è necessario affidarsi a professionisti che sappiano prendere le opportune decisioni del caso in breve tempo.

Non esiste infatti una risposta univoca al quesito che si pone di fronte alla scelta tra una caldaia a condensazione e una pompa di calore. In alcune circostanze la miglior soluzione potrebbe essere un impianto ibrido.

Cos’é un impianto di riscaldamento ibrido e quali vantaggi offre ai proprietari di immobili?
Gli impianti ibridi (anch’essi incentivabili dall’Ecobonus 65%) sono soluzioni in cui pompa di calore e la caldaia a condensazione coesistono; comportano un investimento iniziale maggiore, ma possono portare a benefici immediati sul risparmio in bolletta.
Il principio è semplice: nei periodi climatici più miti la pompa di calore consente sicuramente un notevole risparmio, cosa che invece non accade se le temperature all’esterno si avvicinano allo zero, momento in cui entra in funzione la caldaia a condensazione.
Un sistema elettronico di gestione può far sì che il funzionamento dell’impianto cambi in tempo reale al fine di massimizzare il risparmio in bolletta.

Sicuramente fare la scelta giusta dal punto di vista energetico e impiantistico consente una reale riduzione dei consumi (e costi), il miglioramento del livello di comfort e, allo stesso tempo, l’aumento del valore dell’abitazione o dello stabile in generale.

Vuoi una valutazione sulla fattibilità/compatibilità di un impianto?
Anticipiamo già che per questo tipo di intervento è necessario effettuare calcoli dimensionali e di fattibilità per definire le prestazioni energetiche dell’edificio e la potenza dei macchinari da installare.
Da questi ne nascerà un progetto d’impianto su misura che terrà conto sia delle esigenze del committente, sia delle caratteristiche dell’ubicazione, per evitare sovra o sotto dimensionamenti.

Read More

GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE: I DATI DELL’OSSERVATORIO CITTÀ CLIMA

Un pianeta Terra sempre più in difficoltà, minacciato da una crisi climatica che non arresta la sua corsa e che non risparmia nessun Paese nel mondo. Campanello dall’allarme: il trend in crescita degli eventi climatici estremi. Solo in Italia dall’inizio 2023 sono aumentati del +135% rispetto a quelli di inizio 2022. In particolare, nella Penisola, da gennaio a maggio, si sono registrati 122 eventi estremi contro i 52 degli stessi mesi del 2022Gli allagamenti da piogge intense sono la tipologia che si è verificata con più frequenza con 30 eventi contro i 16 dei primi 5 mesi del 2022, segnando così un +87,5%. Inoltre, da inizio anno sono sei le regioni più colpite da eventi climatici estremiEmilia-Romagna (36), Sicilia (15), Piemonte (10), Lazio (8), Lombardia (8), Toscana (8). 

È quanto denuncia Legambiente che il 5 giugno 2023, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, ha diffuso i nuovi dati del suo Osservatorio Città Clima, per sottolineare l’sos che arriva dall’ambiente e dal clima e per lanciare un messaggio chiaro al Governo. Per aiutare l’ambiente e contrastare la crisi climatica in atto, servono politiche climatiche più ambiziose accompagnate da interventi concreti sia a livello nazionale sia a livello europeo. Da un lato l’Italia deve accelerare il passo approvando il Piano di adattamento climatico di cui il nostro Paese è ancora sprovvisto e prevedendo risorse adeguate; aggiornando entro fine giugno il PNIEC; approvando una legge contro il consumo di suolo che l’Italia attende da 11 anni. Tre azioni prioritarie su cui l’Italia ad oggi è in forte ritardo. A livello europeo, per Legambiente, è importante che si definisca subito un Patto di solidarietà per il clima, come proposto dal Segretario Generale dell’ONU Guterres, tra Paesi industrializzati, emergenti ed in via di sviluppo per raggiungere zero emissioni nette entro il 2050 a livello globale. Con l’impegno dei Paesi industrializzati di sostenere finanziariamente l’azione climatica dei Paesi più poveri ed anticipare al 2040 il raggiungimento di zero emissioni nette. 

“La fotografia scattata dal nostro Osservatorio Città Clima sugli eventi climatici estremi parla chiaro – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – bisogna invertire al più presto la rotta.  L’alluvione che ha colpito nelle scorse settimane l’Emilia-Romagna e le Marche, ma anche le violente piogge che si sono abbattute in questi ultimi giorni in Sardegna e in altre regioni d’Italia sono l’ennesima dimostrazione di quanto la crisi climatica stia accelerando il passo causando ingenti danni all’ambiente, all’economia del Paese, e perdite di vite umane. Al Governo Meloni chiediamo un’assunzione di responsabilità perché per affrontare il tema della crisi climatica serve una decisa volontà politica con interventi concreti non più rimandabili per riparare gli errori del passato come ad esempio tombare i fiumi, costruire in aree non idonee o in prossimità dei corsi d’acqua… Ora bisogna voltare pagina e i primi strumenti per farlo sono proprio il piano di adattamento al clima e le risorse per attuarlo, l’aggiornamento del PNIEC, una legge contro il consumo di suolo. Senza dimenticare che il Paese ha bisogno di più politiche territoriali di prevenzione e campagne informative di convivenza con il rischio. Solo così si potrà evitare che l’ultima tragedia sia la penultima e che il Paese rincorra sempre l’emergenza”.  

Tre azioni urgenti su cui l’Italia deve accelerare il passo. Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: l’Italia deve approvare definitivamente il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ancora in standby dopo la fase di VAS (valutazione ambientale strategica) avviata dal governo alla fine dello scorso anno dopo la tragedia di Ischia. E stanziare le adeguate risorse economiche per attuarlo, visto che non sono state previste nell’ultima legge di bilancio.  

PNIEC. L’Italia, insieme agli altri Stati membri dell’Unione Europea, entro la fine di giugno deve aggiornare il suo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Strumento fondamentale per mettere in campo, nei prossimi anni cruciali da qui al 2030, un’ambiziosa azione climatica europea e nazionale in grado di contribuire a contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5°C e fronteggiare l’emergenza climatica. L’Italia, in sintesi, deve fare la sua parte con la revisione del suo PNIEC andando ben oltre l’inadeguato obiettivo climatico nazionale del 51% proposto nel PNRR per il 2030.  

L’Italia può colmare l’attuale ritardo (dal recente rapporto dell’ISPRA sugli scenari emissivi dell’Italia emerge che nel 2030 con le politiche correnti potremo raggiungere una riduzione delle emissioni climalteranti di appena il 33% rispetto ai livelli del 1990) e centrare l’obiettivo climatico del 65% grazie soprattutto al contributo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. In questa partita è fondamentale, anche per accelerare la transizione energetica, prevedere il phase-out dei sussidi alle fonti fossili entro il 2030, liberando così importanti risorse finanziarie da investire nello sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. E poi accelerare la decarbonizzazione dei trasporti, la mobilità elettrica può e deve fare la differenza

Read More

ELIMINAZIONE PROGRESSIVA PER IL RISCALDAMENTO A FONTI FOSSILI, OBBLIGO RIQUALIFICAZIONE PER GLI EDIFICI ENERGIVORI E NUOVE COSTRUZIONI A ENERGIA ZERO. ECCO LA NUOVA DIRETTIVA EPBD.

Si sta molto discutendo sulla proposta di Direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD, Energy Performance of Building Directive) approvata dal Parlamento UE il 14 marzo 2023, con la quale l’Europa alza l’asticella sull’efficienza e decarbonizzazione degli edifici.

Il cammino è ancora lungo, ma le novità introdotte hanno già creato qualche scompiglio, come quella che riguarda i sistemi di riscaldamento a combustibili fossili come il gas.

In questo senso la proposta della nuova Direttiva EPBD (che, ricordiamo, non è definitiva), include due raccomandazioni distinte. Per quanto riguarda l’installazione di nuovi impianti:
1) Gli Stati membri non devono più autorizzare l’utilizzo caldaie a combustibili fossili nei nuovi edifici o in quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti dalla data di recepimento della Direttiva;
2) Devono eliminarne gradualmente l’uso in tutti gli edifici entro il 2035 o, se non fattibile, entro il 2040.

Dalla scure della Direttiva EPBD si “salvano” i sistemi ibridi e le caldaie certificate per funzionare con combustibili rinnovabili (come l’idrogeno, che noi stessi installiamo) anche in percentuali ridotte che potranno continuare ad essere venduti e installati.

La direttiva si occupa anche degli incentivi che attualmente sono concessi nei vari Paesi per l’installazione di nuovi sistemi di riscaldamento a combustibili fossili. In particolare:
al più tardi dal 1° gennaio 2024 gli Stati membri non offriranno più incentivi finanziari per l’installazione di caldaie individuali che usano combustibili fossili. In sostanza, nel caso la caldaia si guastasse potrebbe non essere più disponibile nessuno sconto (Ecobonus, Bonus ristrutturazioni e Superbonus) se non per le pompe di calore “pure” e i collettori solari.

Cosa sostituirà le caldaie a gas?
Con lo stop per le caldaie a gas si apre una strada maestra per le pompe di calore, che possono essere installate in moltissimi casi: dalle nuove abitazioni unifamiliari ai condomìni, fino agli edifici dove sono presenti i tradizionali radiatori.
Il blocco agli incentivi alle caldaie va letto presumibilmente in questo senso. Essendo la pompa di calore aria-acqua una tecnologia costosa (anche 3 o 4 volte una caldaia) lo strumento politico per incentivarne l’utilizzo è quello di abbatterne il costo di investimento rispetto alla caldaia. Mantenendo l’incentivo sulle pompe di calore (ad esempio l’attuale 65%) e togliendolo sulle caldaie il costo di investimento netto per l’utente finale diventa molto simile nei due casi, a fronte a un risparmio energetico negli anni ben superiore.

Il problema della classificazione energetica
Secondo le stime dell’Ance (Associazione Nazionale dei Costruttori Edili), sul totale di 12 milioni di edifici residenziali in Italia, si tratta di circa 1,8 milioni di edifici che risulterebbero in classe G che sarebbero da riqualificare entro il 2030. A queste si devono aggiungere circa 230.000 altre tipologie di fabbricati. Sarebbe necessario un ritmo di lavoro davvero sostenuto, superiore rispetto a quanto è stato realizzato con il Superbonus che, in tre anni, ha consentito di agire sul 3,1% degli edifici residenziali italiani.

La nuova Direttiva, però, prevede diverse deroghe, oltre a consentire, per una percentuale limitata di edifici (ad esempio quelli pubblici di residenza sociale), di adeguare gli obiettivi in funzione della fattibilità economica e tecnica delle ristrutturazioni e della disponibilità di manodopera.

Insomma, la strada è ancora lunga, ma è necessario iniziare a pensare ai cambiamenti energetici che coinvolgeranno tutta la comunità con l’obiettivo comune di salvaguardare l’ambiente. E noi siamo al tuo fianco: scopri i nostri servizi.

Read More
Fieramesse,Messe Bozen,Klimahouse 2023

KLIMAHOUSE 2023: CI SIAMO ANDATI!

400 espositori, 32.000 visitatori, 100 eventi, 500 partecipanti al Klimahouse Congress: un bilancio più che positivo per Klimahouse 2023 che continua a mettere al centro l’integrazione tra prodotti e progetti all’avanguardia per costruzioni green riscuotendo un grande successo con iniziative come i Klimahouse Tours, visite guidate agli edifici sostenibili dell’Alto Adige più virtuosi, organizzate in collaborazione con la Fondazione Architettura, il Klimahouse Congress e il Klimahouse Wood Summit, i due appuntamenti annuali dedicati all’approfondimento rispettivamente del New European Bauhaus e del mondo del legno.

“Siamo una piattaforma importante per diffondere una cultura dell’edilizia meno impattante, sia dal punto di vista energetico che ambientale. Per questo, oltre a promuovere prodotti e soluzioni, diamo una chiave di lettura per comprendere lo sviluppo del mercato del lavoro in questo settore”, afferma Thomas Mur, Direttore di Fiera Bolzano. “Con la survey sui green jobs in edilizia abbiamo quindi focalizzato l’attenzione sul fattore primario per lo sviluppo dell’edilizia green: l’uomo”, conclude Mur.

Nella terza giornata di Klimahouse 2023, Fiera Bolzano e Politecnico di Milano hanno decretato i vincitori del premio alle aziende più innovative ed efficienti dell’edilizia sostenibile.

Per la categoria Innovation, rivolta ai prodotti/servizi che hanno saputo apportare una significativa innovazione tecnologica nel proprio settore di riferimento, spostando in avanti l’orizzonte delle prestazioni e della qualità tecnico-economica ottenibili, il vincitore è:

SOGIMI Spa con Skala®

➢ Motivazione della giuria: il componente fotovoltaico appositamente sviluppato per l’integrazione architettonica permette di trasformare il tradizionale involucro verticale in un generatore di energia. Esso presenta appositi agganci di connessione che permettono la realizzazione di una facciata ventilata, facilitano l’integrazione architettonica e garantiscono allo stesso tempo un’elevata facilità di montaggio oltre alla futura ispezionabilità del componente.

Per la categoria Circle, rivolta a prodotti/servizi che si distinguono per una forte vocazione nei confronti dell’economia circolare, della salvaguardia dell’ambiente e della salute delle persone, attraverso l’utilizzo di materiali rinnovabili, biologici, riciclabili o riciclati, il vincitore è:

Calchèra San Giorgio con Calcedicampo Bio-Intonaco

Motivazione della giuria: questo intonaco naturale è costituito da un composto equilibrato di materie riciclate, derivate dalla filiera agroalimentare e dal laterizio, quali calce pura naturale e sabbia da gusci d’uova, ceneri amorfe di lolla di riso e cocciopesto. Il componente è caratterizzato da un’elevata traspirabilità tale da minimizzare i fenomeni di condensa superficiale.

Per la categoria Market Performance, rivolta a prodotti che hanno dimostrato la capacità di incontrare e soddisfare le esigenze di ampie fasce di utenti, ottenendo una larga diffusione sul mercato e assumendo un ruolo di riferimento per il settore, con particolare riguardo agli aspetti di sostenibilità ed efficienza energetica, il vincitore è:

Gruppo Poron con Neodur WTRX A

➢ Motivazione della giuria: NEODUR WTRX A+ è un isolate con goffratura e tagli rompitratta in polistirene espanso ottenuto da materie prime rinnovabili derivanti da biomassa, quali sottoprodotti di rifiuti organici. Questo sistema permette di soddisfare la sempre crescente necessità di isolare gli edifici minimizzando al contempo l’impatto sulle risorse naturali.

Infine, per la categoria Startup, dedicata alle realtà imprenditoriali/aziendali emergenti, capaci di offrire servizi/prodotti a forte contenuto innovativo, il vincitore è:

Nazena

➢ Motivazione della giuria: Nazena è un’azienda di upcycling deep-tech che porta la sostenibilità nell’industria della moda dando nuova vita agli scarti tessili attraverso un innovativo processo brevettato. Grazie al riciclo delle fibre tessili, Nazena trasforma scarti tessili industriali e vestiti usati in nuovi prodotti. Una soluzione di economia circolare per portare il settore della moda all’innovazione e alla sostenibilità.

Congratulazioni a tutti i vincitori!

Read More

POMPA DI CALORE IBRIDA: COME FUNZIONA E QUANDO SCEGLIERLA

Una pompa di calore ibrida (o sistema ibrido) è un generatore per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria che affianca a una pompa di calore standard una caldaia a condensazione. Il sistema è definito ibrido proprio perché combina due tecnologie e due fonti di energia differenti: una rinnovabile (aria, acqua o terreno), l’altra fossile. La sua particolarità è che non si tratta di un banale affiancamento in cui i due generatori convivono completamente separati, ma di un impianto intelligente che sfrutta i punti di forza di entrambi a seconda delle condizioni esterne e di quelle dell’edificio, per garantire il comfort con il massimo risparmio economico.

Ogni tecnologia ha i suoi punti di forza e i suoi limiti. Una pompa di calore idronica standard, ad esempio, è un generatore estremamente efficiente e green, perché non utilizza fonti fossili e sfrutta l’energia termica naturalmente presente in fonti rinnovabili disponibili ovunque. In condizioni di lavoro ideali, ossia quando la differenza tra la temperatura della sorgente da cui il sistema preleva energia termica e quella dell’acqua di mandata è poca, la pompa di calore funziona con coefficienti di prestazione (COP) altissimi che permetto di ridurre i consumi di energia primaria.

Quando, invece, tra la temperatura esterna e quella di mandata dell’acqua c’è una differenza ampia, ad esempio nelle giornate invernali particolarmente rigide, il generatore lavora in modo poco efficiente, può consumare molta elettricità e probabilmente non riesce nemmeno a restituire il comfort necessario.

Con una caldaia a condensazione a gas, invece, è possibile provvedere al riscaldamento degli ambienti e alla produzione di acqua calda sanitaria con flessibilità di regolazione e utilizzo, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne, mantenendo lo stesso livello di efficienza. Per contro, l’utilizzo di fonti fossili come il gas costituisce un limite allo sviluppo sostenibile ed è per questo motivo che il futuro della climatizzazione invernale dovrà fare affidamento sempre più sulle pompe di calore.

In una pompa di calore ibrida i due generatori possono funzionare in modo alternato (o solo pompa di calore o solo caldaia) oppure in modo parallelo.

La scelta non è casuale, ma avviene in modo automatico grazie a un sistema di controllo elettronico che avvia la sola pompa di calore – che è il generatore principale – quando le la temperatura esterna è favorevole, fa partire entrambi i generatori con temperature intermedie oppure avvia la sola caldaia a condensazione se le temperature sono molto rigide.

Per azionare il generatore più conveniente, il sistema di controllo agisce in base a vari parametri, tra cui, oltre alla temperatura esterna, quella interna, il costo dell’energia elettrica, il costo del gas.
È facile comprendere come il meccanismo salvaguardi sempre e comunque la massima efficienza e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, perché il funzionamento della pompa di calore viene privilegiato ogni volta che sussistono le condizioni giuste. Si evita però che l’impianto consumi troppa energia elettrica e funzioni in modo non economico, quando il COP della pompa di calore raggiunge il limite al di sotto del quale le prestazioni della macchina diventano peggiori di quelle della caldaia a condensazione.

Riassumendo i vantaggi di un sistema ibrido possiamo segnalare questi elementi:
• Utilizzo di fonti rinnovabili: la presenza della pompa di calore permette di rinunciare (in gran parte) al gas e di sfruttare l’energia termica presente in aria, acqua o terreno.
• Gestione intelligente: un sistema ibrido permette di utilizzare sempre il generatore più conveniente.
• Comfort elevato in qualsiasi condizione: la caldaia a gas assicura alte temperature di mandata quando il clima è rigido.
• Flessibilità nella distribuzione del calore: con una pompa di calore ibrida, non è sempre necessario sostituire i tradizionali radiatori già presenti in casa. È possibile, quindi, scegliere tra più sistemi di distribuzione del calore.
• Sicurezza di esercizio: potendo contare su sue due generatori che possono funzionare in modo indipendente, viene assicurata la continuità operativa dell’impianto di riscaldamento in caso di guasto o manutenzione.

Quando scegliere la pompa di calore ibrida o quella standard?
Per valutare se sia più conveniente installare una pompa di calore ibrida o una standard bisogna considerare aspetti tecnici ed economici. La zona climatica dell’immobile è un primo fattore importante, ma è altrettanto fondamentale verificare lo stato di isolamento dell’edificio per quantificare il suo fabbisogno termico effettivo e, di conseguenza, quale temperatura di mandata è sufficiente per raggiungere il comfort e la tipologia di sistemi di diffusione del calore idonei.